Pianeti abitabili, quello che la NASA nasconde

la NASA ci sta preparando ad annunci sulla vita aliena?
By Luca Gnostic 1 anno agoNo Comments

 

Il recente annuncio da parte della NASA, tramite un’inusuale conferenza stampa, sulla scoperta di 7 pianeti potenzialmente abitabili e quasi sicuramente caratterizzati dalla presenza di acqua, ci pone davanti a due fondamentali domande:

Come mai ci sono così tanti pianeti e perchè molti di essi sono abitabili? Coincidenza?

La prima domanda riguarda la strana “coincidenza” di trovare non solo un gran numero di sistemi solari con pianeti, ma soprattutto un gran numero di pianeti ritenuti abitabili per gli standard accettati. La concezione comune trasmessa nelle scuole e dalle istituzioni ufficiali è, ed è sempre stata, che le condizioni per la nascita della vita verificatesi sulla terra sono più uniche che rare. Ci è sempre stato detto che la Terra era un’ eccezione, non la regola.

Ci è stato detto inoltre che la presenza di pianeti nei sistemi stellari non era scontata, che se anche ci fossero stati sarebbero stati rocciosi e sterili, o gassosi e vorticosi, e che se anche simili alla Terra, la caratteristica necessaria della presenza di acqua sarebbe stata comunque rarissima. Tralasciando il fatto che, anche ponendo queste condizioni sfavorevoli, la famosa equazione di Drake per il calcolo delle possibilità di vita extraterrestre, visto il quasi infinito numero di sistemi stellari, forniva come risultante la certezza di vita su altri pianeti e quindi di riflesso la presenza di pianeti simili alla Terra, la scoperta di ben 7 pianeti “sorella” orbitanti la stessa stella risulta completamente fuori statistica. Questo se si considera a maggior ragione che di quasi 3000 esopianeti scoperti osservando un’ infinitesimale porzione di spazio visibile, che già di per sè dovrebbe far riflettere sulla correttezza del modello cosmologico attuale, già una decina sembrano avere caratteristiche possibilmente adatte alla vita.

A questo punto il ragionamento che ci si deve obbligatoriamente porre è: o il modello attuale è errato per qualche motivo X, oppure la NASA sapeva dove guardare essendo in possesso di informazioni nascoste al pubblico ed ha deciso di comunicarcele solo ora. La prima ipotesi l’ abbiamo esplorata a seguito della scoperta del pianeta gemello della Terra, Kepler 78-A lo scorso anno, Trovate qui la pillola. Vediamo invece ora di affrontare la seconda ipotesi

La NASA mente. Perché?

Per capire come mai la NASA possa e voglia mentirci, bisogna capire che tipo di agenzia sia. Formalmente istituzione civile e votata alla ricerca, nasconde la sua vera identità di prolungamento del Dipartimento della Difesa. Per comprenderlo, basta leggere due articoli del “National Aeronautics and Space Act” del 1958 (qui il link ufficiale https://history.nasa.gov/spaceact.html:

Sez. 305…L’Amministrazione [Nazionale per l’Aereonautica e lo Spazio] sarà considerata un’agenzia di difesa degli Stati Uniti in base al Capitolo 17, Titolo 35 del Codice degli Stati Uniti” Sez. 205… Nessuna informazione [NASA] che sia stata classificata per ragioni di sicurezza nazionale verrà inclusa in alcun rapporto fatto sotto questa sezione [dell’Atto]…

 

Come si può facilmente evincere quindi, la NASA in caso di scoperte ed implicazioni relative alla sicurezza nazionale, è OBBLIGATA a mentire e rinunciare alla trasparenza verso i cittadini che li finanziano. Ma quale potrebbe essere un valido motivo per mentirci se la NASA esplora lo spazio, una ricerca in teoria ben lontana da attività legate alla difesa ed alla sicurezza nazionale? Il motivo è semplice e riguarda le attività di quello che sempre più ricercatori ed insider affermano esistere, ovvero il “Programma Spaziale Segreto”, ed in secondo luogo e strettamente correlato, dell’ attività di vita extraterrestre. Per quanto assurdo possa sembrare, la nascita della NASA come agenzia di difesa sarebbe più plausibile.

Prendiamo ad esempio questo discorso dell’ ex presidente degli Stati Uniti Ronald Regan all’ ONU nel 1987 dove parla della necessità di unire le forze in caso di minaccia aliena esterna:

 

E se ancora non vi basta, dovete sapere che ai suoi albori la NASA commissionò alla rinomata Brooking Institution, un rapporto sulle conseguenze future delle loro attività pianificate dal titolo “Studi proposti sulle Implicazioni di Attività Spaziali Pacifiche per gli Affari Umani”, e presentato al Congresso nel 1961 sotto l’ amministrazione Kennedy. Una sezione dello stesso trattava riguardo le implicazioni della scoperta di vita extraterrestre e così recitava:

I documenti antropologici contengono molti esempi di società, sicure del loro posto nell’universo, che si sono disintegrate quando hanno dovuto confrontarsi con società precedenti non familiari che esponevano idee diverse e diversi stili di vita; altri che erano sopravvissuti a questo tipo di esperienza solitamente pagavano il prezzo dei cambiamenti dei valori e dei comportamenti…” [Enfasi aggiunta]

Questo detto, è evidente anche il motivo per cui la NASA mentirebbe: la società, davanti anche solo all’ esistenza di un mondo alieno tecnologicamente avanzato si autodistruggerebbe con buona probabilità. Al di là della scarsa fede nelle capacità umane, mal riposta o meno, una soluzione sarebbe quella di preparare il mondo a questo grande annuncio in modo graduale tramite piccoli indizi che instillino nella nostra coscienza comune come possibile, se non probabile, la presenza di vita intelligente su altri pianeti. In quest’ ottica quindi, la conferenza stampa di ieri relativa al sistema Trappist-1 non ne sarebbe che una delle fasi iniziali.

 

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