5 consigli per riattivare la ghiandola pineale

Indicazioni pratiche sulla decalcificazione
By Mars Gnostic 4 anni agoNo Comments

 

Calcificazione

Per i teorici della cospirazione un governo ombra a conoscenza delle tradizioni sulla ghiandola pineale, già da tempo ha ideato metodi per deottimizzarne il funzionamentop in modo da controllare più facilmente la popolazione. Uno di questi sarebbe quello di farla calcificare. Secondo loro, al contrario di quanto la scienza medica ufficiale sostiene, la calcificazione non sarebbe naturale con l’avanzare dell’età, ma deriverebbe da un misto di fattori:

  • la fluorizzazione dell’acqua potabile
  • le scie chimiche
  • l’utilizzo massiccio di campi elettromagnetici nocivi
  • la soppressione di ogni tentativo di ricerche di tecnologiche alternative
  • il mancato sviluppo di politiche agricole/alimentari sostenibili

Su questo ultimo punto, un impiego più diffuso dell’agricoltura biologica produrrebbe un beneficio in termini di: minori emissioni di gas serra, maggiore quantità di carbonio per fissare meglio il terreno, migliore assorbimento energetico, un consumo e qualità delle acque ottimizzato, maggiore resistenza ai cambiamenti climatici, tutela della biodiversità, e ovviamente l’evitare pesticidi e OGM.

Secondo alcune ricerche ufficiali, inoltre, la prematura calcificazione della ghiandola non solo provochi problemi sul sonno ed umore, ma anche malattie come il morbo di Alzheimer. Nessuno ne sarebbe totalmente immune ed infatti facendo una semplice radiografia al cervello si potrebbe notare il grado di calcificazione.

 

Decalcificazione

Che i complottisti abbiano ragione oppure no, la calcificazione della ghiandola pineale è un dato di fatto. E senza neanche dover per forza tenere conto delle probabili funzionalità ancora poco conosciute della ghiandola, la funzionalità corretta della melatonina è di certo un buon motivo per cercare una qualche soluzione contro la sua calcificazione.

 

Come decalcificare la ghiandola pineale?


1) Ridurre le fonti di incrostazione

Per quanto riguarda il floruro, la fonte maggior deriva da dentifrici e collutori. E’ molto difficile trovarne di esenti quindi fate molta attenzione all’etichetta senza fidarvi a priori di quelli con scritto alle erbe o naturali perché non cambiano molto da quelli completamente chimici, alcune marche bio incominciano a produrre dentifirici senza fluoro.

2) Evitare il mercurio
Da evitare assolutamente è anche il mercurio presente soprattutto nei pesci di grandi dimensioni che hanno vissuto per molto tempo in mare (es. tonno e pesce spada) – il mercurio è in generale tossico ed anche la medicina ufficiale ne sconsiglia l’assunzione.

3) Preferire cibo coltivato con metodi naturali
In generale poi è meglio evitare anche cibi con troppi pesticidi e prendere in considerazione la scelta di alimenti provenienti da coltivazioni biologiche.

4) Seguire un regime alimentare attento e intelligente
Fondamentale assumere con regolarità sostanze che aiutino il corpo ad attuare la sua regolare capacità di eliminare le sostanze dannose. Sembra siano molto utili il cioccolato nero grazie alla forte presenza di cacao (che elimina in generale i metalli pesanti presenti nei tessuti), le alghe spirulina e chlorella che sono anche degli ottimi integratori, l’aceto di mele, il limone, l’aglio che oltre ad essere un antibiotico naturale aiuta a sciogliere e dissolvere il calcio. È inoltre preferibile limitare o quantomeno tenere sotto controllo l’assunzione di cibi con elevate dosi di calcio, che troviamo principalmente nel latte e i suoi derivati.

5) Curarsi con le frequenze
Come ultima cosa da fare è consigliato l’utilizzo di frequenze “benefiche” – ad esempio quella aurea 432 Hz – che agendo per biorisonanza stimolerebbero la ghiandola ad un effetto di scrollamento fisico del materiale in eccesso. Per visualizzare il funzionamento di questo processo basta pensare ad un bicchiere che vibra sotto l’influenza di una voce o suono alla giusta frequenza oppure lo “scroll automatico” dell’obbiettivo delle macchine fotografiche reflex.

 

Una volta riattivata la ghiandola pineale cosa succede?

Le teorie spirituali legate alla ghiandola pineale sottolineano che una volta decalcificata la ghiandola pineale si ottengano effetti molto interessanti. Sottoponendosi ad esempio con regolarità alle stesse frequenze che decalcificano, si avrebbe anche una maggiore efficacia delle sue funzionalità. Anche pratiche come lo yoga e la respirazione controllata aiuterebbero. Per verificarne l’avvenuto risveglio ed attivazione, si dovrebbe sentire un particolare stimolo energetico nella parte della fronte compresa tra i due occhi. Tale stimolo si presenterebbe come una sorta di “solletico” dall’interno del cranio, un caratteristico brivido e sarebbe subito rilevabile essendo una sensazione mai provata prima.

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